L’accoglienza degli studenti stranieri a scuola

sweet kids by netalloy - boys, brothers, cheerful, children, clip art, clipart, happy, kids, naughty, C’è un vocabolo che spesso si usa nelle scuole italiane: “neoarrivati“, un modo per indicare gli studenti, non necessariamente stranieri, inseriti da poco nelle nostre classi per i quali si possono prevedere specifiche attività didattiche rivolte all’accoglienza. Di seguito ne proponiamo tre, orientate all’approfondimento di sé e dell’altro, della famiglia e dello spazio (casa e aula). 

L’accoglienza degli studenti è sempre un momento difficile, in quanto implica l’abbandono di determinate abitudini e l’instaurarsi di nuove. Ciò è ancora più vero per i bambini della scuola primaria, soprattutto nella classe prima, quando vivono il distacco e la separazione dalla scuola dell’infanzia, tipicamente routinaria, e dagli affetti familiari.

Per uno studente straniero tutte queste dinamiche risultano accentuate: nuovi compagni, nuove tradizioni, nuova lingua da apprendere. L’accoglienza e la predisposizione di attività didattiche rivolte al reciproco scambio di idee e esperienze possono costituire il valore aggiunto nelle pratiche educative quotidiane.

Nella classe prima della scuola primaria, all’inizio dell’anno, per accogliere i neoarrivati si possono proporre attività orientate alla conoscenza di sé e dell’altro (i compagni), con particolare riferimento al lessico legato alle parti del corpo. In tal modo i bambini italiani consolideranno prerequisiti già appresi nella scuola dell’infanzia (schema corporeo) mentre i bambini stranieri di prima immigrazione potranno apprendere le parole legate alle parti del corpo e agli aggettivi qualificativi. Per svolgere questa attività basta chiedere ai bambini di diversi in gruppi di 4 e di “giocare” a descriversi. Un bambino descriverà il compagno mentre gli altri due interverranno per dare suggerimenti, per poi scambiarsi di ruolo.

Nella fase di accoglienza è fondamentale partire dalla realtà più vicina ai bambini. Si possono quindi proporre attività di approfondimento legate alla famiglia, chiedendo ai bambini di disegnare l’albero genealogico dei propri parenti. E’ un’attività che si può fare tutti insieme in classe: si parte dal bambino (IO), si “aggiungono” poi i genitori e i fratelli, poi i nonni, i cugini e così via. In tal modo i bambini apprenderanno il lessico legato ai gradi di parentela.

Infine si possono approfondire i termini legati allo spazio. Si prende in riferimento un ambiente, per esempio l’aula o la propria casa, e si “etichettano” gli spazi e gli oggetti con i nomi appropriati. Inoltre si possono anche aggiungere riferimenti spaziali (per esempio il salotto è alla sinistra della camera da letto) per migliorare il lessico legato all’orientamento. Si possono usare, a tal fine, delle semplici immagini scaricate dall’insegnante da internet da usare come riferimento.

Per tutte queste attività, si possono usare a supporto le schede e il materiale didattico per la scuola primaria che abbiamo già presentato in passato.

La scheda numero 1 (Io e gli altri) è scaricabile qui.

Sono solo alcuni spunti che si possono utilizzare per l’attività di accoglienza a scuola. Ci piacerebbe condividere altre esperienze e strategie didattiche che utilizzate normalmente. Se volete, scrivetele nei commenti!

Vi consigliamo anche la lettura delle linee guida per l’accoglienza degli studenti stranieri. 

 

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