Cosa significa nel linguaggio politico l’aggettivo “bulgaro”?

Stamattina apro il sito di Repubblica e ritrovo una dichiarazione del candidato alle primarie Matteo Renzi: “su di me accuse bulgare“. Ho pensato di aggiungere un approfondimento linguistico su questo aggettivo.

Nel linguaggio politico e giornalistico l’aggettivo bulgaro ha un significato figurato: chi ha un “atteggiamento bulgaro” mostra segni di autoritarismo, di regime dittatoriale, di imposizione. Quindi chi riceve “accuse bulgare” viene classificato quasi come un dittatore o comunque come qualcuno che impone un comportamento agli altri. L’espressione richiama figurativamente il regime dittatoriale imposto in Bulgara dal comunismo di Stalin nel dopoguerra.

Per un ulteriore approfondimento, riportiamo la definizione del dizionario Treccani in proposito:

“Bulgaro: agg., fig. Nel linguaggio politico e giornalistico, con allusione al carattere particolarmente rigido e dittatoriale assunto in Bulgaria dal comunismo stalinista nella seconda metà del sec. 20°, autoritario, rigidamente dittatoriale o repressivo, oppure (in espressioni quali elezione, votazione b., e sim.) guidato o imposto dittatorialmente”.

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